Sabato 4 aprile una ventina di attivisti si sono ritrovati ancora una
volta davanti ai negozi del Max Mara Fashion Group per sostenere e
dare forza alla campagna internazionale contro l'uccisione di
centinaia di migliaia di animali perpetrata da questa azienda
reggiana.
Abbiamo saputo che il MMFG sta cercando di nascondere i propri
scheletri nell'armadio mettendo a tacere chi ha il coraggio di
mostrare la realtà in cui è implicata. Il modo classico e più comune
è quello di sporgere denunce per diffamazioni o calunnie, come se
mostrare immagini di animali imprigionati, mutilati, uccisi con
scosse elettriche, scuoiati vivi, catturati con tagliole, uccisi con
uncini nel cranio e dire che questa è l'origine dei prodotti in
pelliccia presenti nei negozi e nelle sfilate di Max mara possa
essere una diffamazione... evidentemente dai lussuosi uffici di
Reggio Emilia la dirigenza di Max Mara non sta pensando al dolore
degli animali, sta pensando solamente al proprio protafogli e alla
propria immagine, sta pensando a come nascondere alla vista il sangue
che scorre nelle loro collezioni.
Noi invece non abbiamo niente da nascondere, solamente molto da
mostrare e dire, ogni settimana, ogni giorno, ogni volta che ci
troviamo davanti alle vetrine di un negozio del MMFG.
Questo sabato ci siamo posizionati nuovamente davanti a Max&Co in via
Dante, una delle vie pedonali di punta nel centro di Milano. Per una
ora e mezzo abbiamo fatto vedere a tutti in cosa è implicato il MMFG
e da cosa vorremmo che prendano le distanze, la morte orribile e la
sofferenza di 50 milioni di animali ogni anno.
Come al solito le commesse cercano di chiudere le porte per non
sentirci e non farci sentire dai propri clienti, ma non possono
mettere delle porte tra noi e le cenitnaia di perosne che si fermano,
ricevono il nostro volantino e chiedono informazioni al banchetto
informativo.
Ci spostiamo in seguito per la prima nostra protesta davanti al punto
vendita Max Mara in Corso Vittorio Emanuele. Questo negozio dopo mesi
di lavori è stato inaugurato di recente ed è il più grande Max Mara
del mondo, con una superficie di 1400 mq divisa in diversi piani.
Accanto abbiamo in fila o di fronte Max&Co, Pennyblack, Marina
Rinaldi e Marella. Il tutto nella via principale di passeggio del
centro milanese, vicino al Duomo. Insomma, come non approfittarne per
mettere in luce la realtà di sfruttamento animale in cui è implicato
il MMFG con tutti i suoi marchi?
Immediatamente venti persone cominciano con cori e slogan, creando
attenzione, fermando il flusso di persone che si interessa, si
sofferma, prende i volantini e affolla per più di un'ora il banchetto
del materiale informativo. Decine le persone che hanno fotografato il
nostro striscione e i nostri cartelli, un turista solidale si è anche
fotografato insieme a noi dietro lo striscione ci ha incoraggiati a
continuare, impegnandosi a boicottare tutti i marchi del MMFG.
L'immagine patinata e scintillante a cui Max Mara tiene tanto sta
diventando sempre più offuscata dal sangue che scorre negli
allevamenti... offuscata dalle immagini reali e tristi degli animali
che soffrono per una moda vuota e inutile.
Milano Aip Street team