Campagna AIP


MILANO: PRESIDIO DI SOLIDARIETA'
PER GLI ATTIVISTI AUSTRIACI


Il resoconto...

Mercoledì 4 giugno 2008 verso le 10.30 del mattino una decina di attivisti si sono riuniti davanti al consolato austriaco, in centro a Milano, con uno striscione lungo 10 metri e centinaia di volantini. Motivo della protesta:
esprimere la nostra solidarietà agli attivisti che sono stati arrestati in Austria la scorsa settimana accusati di “associazione a delinquere”, partecipando ad una giornata internazionale di solidarietà. Diversi di questi
attivisti sono al momento in sciopero della fame. Le accuse agli arrestati sono relative a 31 diversi capi d'imputazione relativi a danneggiamenti di vario tipo, ma tutti collegati alla campagna antipellicce contro l'azienda di moda Kleider Bauer, rea di vendere pellicce, contro la quale è in corso una campagna
pubblica di pressione che ha visto lo svolgersi di centinaia di presidi e azioni di disobbedienza civile. Parallelamente alla campagna pubblica, gruppi anonimi come l’Animal Liberation Front hanno alzato la tensione con numerose azioni dirette colpendo sia i negozi che le proprietà dei manager della Kleider Bauer.
Come spesso succede in questi casi, non riuscendo a cogliere nessuno sul fatto le autorità colpiscono a casaccio gli attivisti che pubblicamente danno voce alla campagna cercando in questo modo di fermare le proteste.

Per un’ora circa abbiamo distribuito volantini ai passanti e scandito slogan all’indirizzo del governo austriaco, per la liberazione degli attivisti. Non credendo certo nella coerenza di un’istituzione specista ed autoritaria come lo stato, abbiamo comunque sottolineato le contraddizioni interne ad esso. In questo caso
particolare, è assurdo notare che in Austria la legge per la protezione animale da diversi anni vieta l’allevamento di animali per la produzione di pellicce, ma allo stesso tempo non sancisce l’importazione di pellicce di animali allevati ed uccisi all’estero. Per gli animali nati e vissuti per sempre in minuscole gabbie di rete metallica, ed uccisi nelle camere a gas o per elettrocuzione, poco importa se siano allevati su suolo austriaco, russo o finlandese, l’angoscia, la noia e il dolore sono sempre gli stessi.

Oggi in decine di altri paesi si sono svolti presidi ed azioni di solidarietà agli attivisti al fine di far pressione sul governo austriaco. Dagli Stati Uniti alla Germania, dal Sudafrica alla Svezia, i consolati e le ambasciate
austriache sono stati oggetto di proteste per chiedere la liberazione degli attivisti arrestati.

Per la liberazione di tutti gli esseri viventi,
Aip
Milano/Laboratorio Antispecista


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