La campagna continua!
Venerdì 27 giugno ci siamo
trovati, sotto un sole cocente, davanti agli uffici di Bennet
a Montano Lucino (Como), esponendo striscioni e cartelli
e distribuendo volantini sulla moda degli inserti di pelliccia
che dilaga anche negli ipermercati. Sotto gli uffici, che
sono attigui ad un grande punto vendita Bennet, e quindi di
grande visibilità e passaggio, abbiamo utilizzato il
megafono per ricordare a Bennet che ogni anno sono decine
di milioni gli animali uccisi dalla moda della pelliccia e
che dovrebbero unirsi a tutte quelle aziende che già
hanno fatto una precisa scelta di impegno etico rinunciando
alla vendita di giacche con inserti di vero
pelo. In seguito ci siamo spostati davanti all'ingresso del
centro commerciale per un volantinaggio a tutti i clienti
che entravano ed uscivano, molti dei quali si chiedevano come
mai stessimo parlando di pellicce con questo caldo... ma gli
animali sono chiusi negli allevamenti anche adesso, e anche
adesso le aziende possono fare delle scelte!
Poco dopo l'inizio della protesta abbiamo
avuto un colloquio con il responsabile della sicurezza dell'azienda,
che ci ha voluto rassicurare sull'impegno etico da parte loro
e la condivisione del problema. Già avevamo avuto una
lettera da parte di Bennet in cui si spendevano belle parole
sull'etica aziendale e il rispetto degli animali, senza però
nessun accenno ad impegni presi. Adesso ci è stato
detto che l'azienda sta decidendo quando e come attuare una
politica fur-free e che ce lo comunicheranno quando saranno
certi di poter dare certezze e non vaghe promesse. A sentir
loro il problema che si pongono è quello delle scorte
e dei tempi di smaltimento, visto che gli acquisti per la
prossima stagione invernale sono già stati fatti. Non
vorrebbero dirci che da una tale data non ci saranno più
inserti nei loro negozi e trovarsi con scorte di magazzino.
Per questo non vorrebbero nemmeno mettere gli inserti in vendita
dopo la data promessa, mantenendo a dir loro una serietà
che li contraddistingue.
Da parte nostra abbiamo detto, e qui lo ribadiamo,
che come hanno fatto molte altre aziende è possibile
scegliere FIN DA SUBITO di non fare più acquisti
di nessun tipo di inserto, impegnandosi IN SEGUITO
a finire le scorte di ciò che è stato acquistato
in un dato tempo (molte aziende avevano già fatto acquisti
per la prossima stagione Autunno-Inverno ma hanno preso anche
la stagione dopo per finire le scorte, per esempio).
Ci è stato risposto che in realtà noi non possiamo
controllare se quello che vediamo nei negozi sono davvero
scorte o se poi di nascosto sono stati fatti altri acquisti.
Questo sarebbe vero e potrebbe essere il caso se l'impegno
fur-free dicesse "non li acquisto ma continuerò
a vendere inserti fino a che ho le scorte, a
tempo indeterminato". Se invece mettiamo un tempo ragionevole
per finire le scorte ci sembra ovvio che allo scadere di quel
periodo non ci dovrebbe essere nessun inserto nei negozi e
quindi ciò fermerebbe anche l'acquisto "sottobanco".
Insomma, aspettiamo ancora dei fatti concreti
da Bennet. Le possibilità ci sono, noi siamo aperti
al dialogo e a discutere sulle modalità di attuazione,
ma vogliamo un impegno per una politica fur-free e lo vorremmo
il prima possibile, non tra alcuni mesi come ci è stato
detto, altrimenti ci sembra che l'azienda manchi di quella
serietà che dicono di voler perseguire.
Campagna AIP