PELLICCERIA ITALIANA IN CRISI
Un calo del 17% in due anni
L’Associazione Italiana Pellicceria ha recentemente reso pubblica l’analisi del settore per il 2007-2008 effettuata per loro conto dalla “Pambianco strategie d’impresa”.
Già lo scorso anno avevamo avuto modo di analizzare i trend del mercato della pellicceria resi pubblici dalla Pambianco, registrando una diminuzione notevole per il settore della pellicceria pura, ormai sorpassato notevolmente da quello delle griffe e degli inserti venduti da aziende di moda.
Quest’anno siamo lieti di vedere ancora dati negativi per il settore, che ha registrato per il 2008 un calo di consumo del 8% e per il quale si prevede per il 2009 un calo di un ulteriore 9%. In questo modo il settore pellicceria italiano avrebbe un significativo calo del 17% in soli due anni!
Nelle parole di Pambianco:
“Il 2008 è stato per il settore un anno di crisi(…)”
“Nel quadro generale si osservano, come abbiamo già visto lo scorso anno, realtà operanti nel mondo fashion in crescita, accanto a molte altre che operano nel settore tradizionale in calo, anche significativo. Si sono osservati anche i primi casi di liquidazione dell’attività.”
“Il calo di vendite è stato generale e ha riguardato pesantemente i marchi di pellicceria e parzialmente quelli di abbigliamento. Solo le griffe sono state toccate in maniera marginale”
“Infatti gli inserti di pelliccia utilizzati dalle griffe come accessorio moda per arricchire i capi di abbigliamento e di pelletteria, non rappresentano più una novità significativa nel panorama della moda, anche se prosegue il loro impiego.
“Infine i capi moda totalmente in pelliccia, di cui si avvertiva il ritorno lo scorso anno, si sono limitati alle giacche corte e sciancrate, che utilizzano un basso numero di pelli.”
Ricordiamo che il valore percentuale delle stime effettuate da Pambianco è in valore monetario e che per pellicceria intende capi in pelliccia ma anche in pelliccia e tessuto o shearling, per cui una crescita percentuale di un settore “fashion” che utilizza meno pelli o solamente degli inserti, rispetto ad un settore pellicceria pura, rappresenta anche una diminuzione notevole nel numero di pelli usate in Italia.
La pellicceria pura, rappresentata da aziende specializzate, è ormai solo il 28% del totale della distribuzione di prodotti contenenti pelliccia in Italia. E per il futuro si prevede una ulteriore diminuzione, che sta a significare più pelliccerie che perderanno mercato e chiuderanno.
Con i negozi di abbigliamento di moda che ormai distribuiscono il 61% del totale della pellicceria in Italia ci sembra ancora più necessario portare avanti campagne contro questo settore, di cui sicuramente il Max Mara Fashion Group rappresenta un nome di punta e uno dei marchi con il mercato a più ampio raggio.