L’8
ottobre 2009 la Fur Commision Usa (associazione dell’industria della
pelliccia negli Stati Uniti) ha diramato un comunicato stampa che fa il
punto della situazione sullo stato dell’allevamento di visoni a livello
mondiale. La produzione di pelli di visone prevista per quest’anno
(ricordiamo che negli allevamenti i visoni vengono uccisi e scuoiati
nei mesi di novembre e dicembre) dovrebbe subire un calo, per il
secondo anno consecutivo, dopo aver raggiunto la sua massima espansione
nel 2007. La ragione principale della crescita, ed ora del calo, della
produzione è legata soprattutto all’instabile industria cinese, ma
anche alla recessione economica a livello globale.
Dal 1999
si è verificato una forte crescita del settore, con gran parte dei
produttori galvanizzati dall’aumento dei prezzi delle pelli vendute
alle aste, e dalla crescente domanda di pelli di visone, specialmente
in Russia e Cina. Questa espansione dell’allevamento di visoni si è
bloccata nel 2008, quando in tutto il mondo si è verificata una forte
recessione, e il settore dell’allevamento di visoni ha dovuto smorzare
il suo entusiasmo.
Secondo le ultime statistiche pubblicate
ogni anno dalla Oslo Fur Auction (Asta delle pelli di Oslo, Norvegia),
il 2009 dovrebbe segnare la seconda annata consecutiva di calo, con una
produzione mondiale di 46.50 milioni di pelli. Questo rappresenta un
calo del 7.5 % rispetto ai 50.27 milioni del 2008, che a sua volta ha
rappresentato un calo del 9.9 % rispetto ai 55.79 milioni del
2007. Se le previsioni di Oslo sono accurate, significa che la
produzione del 2009 sarà appena sopra quella del 2005, anno in cui
furono uccisi 44.58 milioni di visoni.
Lo stravolgimento più
forte si è verificato in Cina. Solo un decennio fa, nel 2000, si stima
che producesse 3.3 milioni di pelli. Nonostante fosse già il secondo
maggior produttore di pelli di visoni del mondo, si situava lontano
dietro al paese leader del settore, la Danimarca (10.9 milioni). In
seguito la Cina ha subito una crescita fortissima, con la produzione di
18 milioni di pelli nel 2007, circa un terzo della produzione mondiale.
L’anno successivo però, la sua produzione è scesa a 12
milioni, e le stime per il 2009 sono di 9 milioni. Con il declino della
Cina, la Danimarca ha ripreso la sua posizione di maggior produttore
mondiale l’anno scorso.
La produzione danese quest’anno dovrebbe raggiungere le 14 milioni di pelli, come nel 2007.
Le previsioni per gli altri paesi con il maggior numero di allevamenti:
Olanda: 4.5 milioni, stabile.
Polonia: 3.7 milioni, crescita del 15.6%.
USA: 2.8 milioni, calo del 6.7%.
Canada: 2.3 milioni, stabile.
Finlandia: 2.1 milioni, crescita del 10.5%.
Paesi Baltici (Lettonia, Lituania, Estonia): 2 milioni, stabille.
Russia: 1.3 milioni, calo del 35%.
Svezia: 1.2 milioni, calo del 7.7%.
Bielorussia: 600.000, calo del 25%.
Norvegia: 600.000, calo del 9.1%.
Nei
documenti dell’industria della pelliccia si parla di pelli prodotte ma
in realtà dentro ognuna di quelle pelli c’era un individuo, un essere
senziente nato e cresciuto in gabbia, ucciso in una camera a gas o con
il collo spezzato dall’allevatore dopo otto mesi di sofferenze.
Link del comunicato stampa della Fur Commision USA in inglese:
http://www.furcommission.com/news/newsF11q.htm