Campagna AIP

MY LITTLE BLOODY DRESS

Infastidito la sfilata di MaxMara a Milano

Giovedì 15 ottobre, in occasione della sfilata nel punto vendita MaxMara di Corso Vittorio Emanuele di Milano, una ventina di attivisti della Campagna AIP si sono ritrovati per portare avanti, anche in questa occasione, le istanze che dal novembre dello scorso anno sono alla base delle proteste e della campagna di boicottaggio contro il Max Mara Fashion Group.

La sfilata, intitolata "My little black dress”, è stata da noi rinominata " “My little bloody dress”. Non a caso, considerato che le vetrine e gli scaffali dei punti vendita del MMFG continuano a macchiarsi della sofferenza e della morte riservata a quei milioni di esseri viventi che ogni anno vengono sacrificati in nome del profitto di questa azienda e della vanità dei suoi clienti.

Anche in questa occasione mondana, quindi, gli attivisti della Campagna hanno scandito slogan e portato a conoscenza dei passanti - attraverso il volantinaggio, le parole urlate per l'assenza del megafono (restrizione che accompagna le nostre proteste ormai da un po' di settimane), le immagini dei cartelloni e la presenza di un banchetto informativo - il vero volto di quello che vorrebbe porsi come un marchio sinonimo di qualità e eleganza, ma che in realtà è solo un marchio sinonimo di sofferenza e morte per milioni di animali, la cui vita viene annientata negli allevamenti da pelliccia da cui si rifornisce il MMFG.
 
Ogni anno la sua dirigenza firma veri e propri ordini di morte per la produzione e l'acquisto di inserti di pelliccia da inserire sui capi firmati col nome dei vari marchi, così come i suoi stilisti disegnano le collezioni che li contengono. E' per questo che noi attivisti facciamo costantemente riferimento alle mani insanguinate dei proprietari e dei creatori di capi di questa azienda, la cui coscienza non è meno sporca di quegli allevatori che continuano a lucrare letteralmente sulla pelle di milioni di esseri viventi, la cui unica "colpa" è quella di possedere una pregiata pelliccia, che viene loro strappata e mercificata, quando spetterebbe unicamente a loro in quanto naturali portatori.

Molti i passanti incuriositi e interessati, che hanno chiesto informazioni, raccolto materiale e firmato la petizione, solidarizzando quindi con quelli che sono i principi della nostra lotta.

Fino a quando il Max Mara Fashion Group e ogni altro marchio e stilista continueranno a perpetuare la loro moda insanguinata, rendendosi complici attivi degli sfruttatori e degli annientatori di esistenze animali, gli attivisti della Campagna AIP e migliaia di altri attivisti in tutto il mondo continueranno a non concedere tregua, fino alla fine di ogni forma di egoismo e sopraffazione dell'uomo sugli altri esseri viventi.

AIP MILANO STREET TEAM



















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