“L’INDUSTRIA DELLA PELLICCIA – MORTE E DOLORE PER LA VANITÀ”
Sabato 27 marzo 2010 - Ore 16.30
Centro Culturale “La Gabella”, Via Roma 68, Reggio Emilia.
Questa conferenza ha per noi di Campagna AIP e per molti antispecisti
in tutta Italia una valenza particolare. Si
tratta infatti di un momento di dibattito e approfondimento pubblico
dei motivi che stanno dietro alla campagna internazionale contro la
vendita di pellicce da parte del Max Mara Fashion Group, che ha visto
continue proteste ed iniziative che si sono tenute a Reggio Emilia,
in altre 40 città italiane e in ben 22 paesi del mondo.
Soprattutto è un momento per confrontarsi sul territorio di Reggio
Emilia con realtà e individui sensibili a tematiche animaliste,
antispeciste, sociali e ambientali.
La richiesta che abbiamo posto a questa rinomata azienda, e che molte
associazioni e campagne continuano a porle a livello internazionale,
è una scelta “Fur-free” che metta fine all’utilizzo di vera pelliccia
nei capi di tutti i loro
marchi.
Di fronte ad un avanzamento dell’etica e della discussione
sull’individualità animale e sul rispetto di tutti gli esseri
viventi, l’industria della pelliccia risulta sicuramente
anacronistica e ad un numero sempre crescente di persone sembra
giunto il momento di farla finita con questa sofferenza in nome di
una moda che può benissimo farne a meno.
L’industria della pelliccia non può nascondersi: la sofferenza e il
dolore degli animali sono impossibili da negare. Negli
ultimi due anni in alcuni dei maggiori paesi di allevamento di
animali da pelliccia sono state rivelate le condizioni
atroci in cui languono gli animali.
In Norvegia, Spagna, Danimarca e Finlandia sono stati visitati decine
di allevamenti e documentate continue sofferenze, con
animali malati e morti nelle gabbie, piccoli uccisi dalle madri o dai
propri fratelli, animali con gravi infezioni non curate o
malformazioni e zampe deformate dalla rete metallica della gabbia.
Questa è la triste realtà dell’allevamento di animali per la
pelliccia nei paesi in cui le leggi sul benessere animale dovrebbero
essere tra le più evolute, a riprova che non può esistere
sfruttamento degli animali etico o volto al loro benessere e che i
cosiddetti programmi etici dell'industria della pelliccia sono
solamente operazioni di facciata. Come può ritenersi etica
l'uccisione di animali per strappargli via la pelle?
Stiamo parlando dei principali produttori di pelli di volpe e visone
del mondo, da cui provengono quelle utilizzate dalla
maggior parte degli stilisti italiani e forse, possiamo supporre,
anche parte di quelle utilizzate dal Max Mara Fashion
Group.
Durante la conferenza mostreremo parte di queste investigazioni e
abbiamo invitato formalmente, con lettere e comunicati stampa, anche
la dirigenza del Max Mara Fashion Group a partecipare, per dare loro
la possibilità di dire pubblicamente quali siano i motivi che
spingano a sostenere una simile industria di sofferenza.
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