Campagna AIP

Risultati

Campagne come AIP spesso impiegano molto tempo ad arrivare all'obiettivo prestabilito, l'importante è non farsi prendere dalla disillusione e perseverare, a volte proprio quando si è quasi stufi di non veder cambiare le cose, arriva una lettera, e-mail o telefonata dell'azienda oggetta da boicottaggio, con una dichiarazione in cui annuncia di cessare la vendita di capi con inserti in pelliccia.
Vedere i risultati del proprio impegno dà ancora più forza a continuare a lottare per gli animali.

QUI SOTTO L'ELENCO IN ORDINE CRONOLOGICO DELLE VITTORIE DELLA CAMPAGNA AIP:

Nel settembre del 2005 la multinazionale dell'abbigliamento Inditex, proprietaria anche del noto marchio Zara, ha cessato di produrre e vendere inserti di pelliccia in 2.200 negozi nel mondo pochi giorni prima di una giornata internazionale d'azione che abbiamo contribuito ad organizzare.



Obbiettivo parallelo della campagna contro La Rinascente, il 18 luglio 2007 Upim ha dichiarato che a partire dalle prossime collezioni autunno-inverno 2007 useranno solo ed esclusivamente giubbotti con inserti in pelliccia sintetici.

Clicca qui* per leggere la dichiarazione di Upim.




Anche AIP ha preso parte alla campagna internazionale contro il marchio Guess, organizzando proteste in diverse città e anche davanti agli uffici generali europei dell'azienda. Nel luglio 2007 Guess ha dichiarato che a partire dall'aprile 2008 le loro collezioni saranno completamente fur-free.



Il Gruppo Coin ha deciso di adottare una politica fur-free per tutti i suoi marchi. Ricordiamo che Gruppo Coin possiede più del 4% del mercato italiano dell’abbigliamento ed è leader nel settore.

OVIESSE sarà completamente fur-free a partire dalla stagione autunno-inverno 2008/09.
Inizialmente i dirigenti del Gruppo Coin pensavano di continuare la vendita di pellicce provenienti dalla cosiddetta “catena alimentare” (prevalentemente il coniglio), ma sono stati convinti a togliere anche queste da tutti i 350 punti vendita OVIESSE in Italia.
Questo è un grande risultato, perché OVIESSE detiene una grande quota del settore italiano e con il restyling dell’azienda sta conquistando sempre più mercato proponendosi a un pubblico più giovane.

COIN e Yo-VI per i prodotti a loro marchio non utilizzeranno più pelo animale a partire dalla stagione autunno-inverno 09/10, anno in cui venderanno solamente eventuali rimanenze.
Per i prodotti di marchi esterni acquisteranno prodotti con inserti solo fino alla stagione 09/10, vendendo in quella successiva solamente le rimanenze.


Clicca
qui* per leggere la dichiarazione del gruppo Coin.



Di fronte al lancio di una campagna internazionale da parte di AIP il 29 aprile 2008 il gruppo Stefanel ha sottoscritto una politica fur-free con la quale si impegna a partire dalla stagione Autunno/Inverno 2011 a non utilizzare più alcun pelo animale in tutti i marchi del Gruppo: Stefanel, Interfashion e Hallhuber.
Stefanel ha 650 negozi nel mondo, mentre Hallhuber circa 100 negozi in Germania e Austria.

Clicca qui* per leggere la dichiarazione del Gruppo Stefanel
.




Il Gruppo Carrefour Italia ha deciso di adottare una politica pienamente fur-free e ce lo ha comunicato ufficialmente con una lettera e in un incontro avuto con alcuni rappresentanti dell'azienda. Carrefour aveva già deciso da tempo di togliere inserti di pelliccia dai propri assortimenti, senza però considerare tali quelli di pelo di coniglio. Dopo essere stato contattati da Campagna AIP e avere anche visionato video e dossier sull'industria della pelliccia di coniglio Carrefour ha deciso di diventare pienamente fur-free ed eliminare anche questi ultimi inserti dai propri negozi.

Clicca qui* per leggere la dichiarazione di Carrefour Italia.



Gli ipermercati italiani stanno finalmente facendo delle scelte e le rendono pubbliche, decidendo di non avere più inserti di pelliccia all'interno dei loro punti vendita.
Anche il Gruppo PAM, proprietario di 46 ipermercati su tutto il territorio nazionale, ha comunicato ad AIP questa scelta. Gli ipermercati del Gruppo Pam sono: 20 a insegna "Pam Superstore", 4 "Superal Superstore" e 22 "Panorama".


Clicca qui* per leggere la dichiarazione del gruppo PAM.




Sixty Spa ha scelto di adottare una politica fur-free per tutti i suoi marchi. Il marchio Refrigiwear, di recente acquisizione, sarà fur-free dalle prossime stagioni. Sixty spa è proprietaria di 500 negozi e i suoi marchi, tra i quali Miss Sixty ed Energie, sono venduti in 7000 punti vendita multimarca in tutto il mondo.




Di fronte all'imminente campagna di proteste lanciata a livello internazionale da AIP Diesel ha scelto di disegnare da questo momento in poi solamente collezioni prive di inserti di vera pelliccia.
La collezione Diesel autunno-inverno 2009/10 era già stata disegnata al momento della scelta, quindi su quella non è stato possibile intervenire, ma già dalla collezione primavera-estate seguente, quella del 2010, nessun tipo di pelo animale verrà utilizzato per i loro capi. Diesel ha 300 negozi nel mondo e i loro capi vengono venduti in 5000 altri negozi multimarca su tutti i continenti.


Leggi
qui* la dichiarazione rilasciata da Diesel.



La trevigiana Clothing Company, da qualche anno proprietaria del marchio Belstaff, uno dei marchi
di giacche e giacconi più rinomati al mondo, ha scelto di non utilizzare più alcun inserto di pelliccia
a partire dalla collezione Autunno-Inverno 2009/10.


Potete leggere qui* la loro dichiarazione.



Auchan, contattata da AIP in merito alla campagna "fuori la pelliccia dagli ipermercati" ha dichiarato che già da tempo, l'azienda ha intrapreso una politica "fur-free" e che pertanto nei 46 ipermercat Auchan distribuiti sul territorio nazionale non si commercializzano né pellicce animali né capi di abbigliamento contenenti inserti in pelliccia e in futuro non si commercializzeranno capi contenenti vero pelo animale.



Bennet, proprietaria di ben 59 punti vendita, si aggiunge alla lista di ipermercati italiani che hanno adottato una politica fur-free.
Nella stagione autunno-inverno 2010/2011 verranno smaltite le ultime rimanenze di inserti di pelliccia presenti nei loro magazzini.


Potete leggere qui* la loro dichiarazione




* Questa dichiarazione non vuole essere nient'altro che la comunicazione di un dato di fatto.
Sappiamo bene che spesso per le aziende della moda diventare 'fur-free' è più una strategia economica, accompagnata dalla volontà di far cessare le proteste e le pressioni contro di loro, che non una decisione dettata dalla coscienza.
Eppure per la Campagna AIP, per gli animali rinchiusi negli allevamenti da pellicce, questo è un risultato ottenuto. Comunque non intendiamo fare alcuna pubblicità ne incrementare le vendite ad aziende di questo tipo, basate sul consumo, fondate sul profitto. Aziende che pur avendo fatto un passo che salva degli animali appartengono ancora alla realtà specista che stiamo combattendo per cambiare.

Bookmark and Share